venerdì 23 novembre 2012

Piena solidarietà ai lavoratori di Asso Werke di Fornacette per la Cassa Integrazione.

riceviamo e volentieri pubblichiamo 


Sinistra Alternativa per Calcinaia esprime tutta la propria solidarietà e vicinanza politica e umana ai lavoratori della Asso Werke di Fornacette, che negli ultimi giorni hanno appreso la volontà dei dirigenti aziendali di "ristrutturare" le strutture produttive con richiesta di Cassa Integrazione a zero ore per 150 operai (circa il 40% dei dipendenti totali) per un anno con opzione per il secondo: il timore di tutti è che questo possa essere l'inizio di un percorso che porterà a veri e propri licenziamenti.

E' paradossale che in un periodo di devastante crisi economica, una scelta del genere venga fatta da un'azienda che da anni produce utili.
Ricordiamo inoltre che la Pistoni Asso prima e Asso Werke poi, da oltre 50 anni, hanno avuto molti vantaggi di varia natura dal Comune di Calcinaia, ed è assurdo che ora l’azienda voglia scaricare le proprie scelte sulla comunità fornacettese e sui lavoratori che provengono da tutta la zona.
Particolarmente singolare è che questa "ricetta" di innovazione che rende superflui 150 dipendenti è stata presa da Asso Werke dopo una consulenza con l'azienda automobilistica tedesca della Porsche, che in pratica ha imposto questa ristrutturazione.
E' triste vedere anche a livello locale come l'imposizione di una multinazionale possa decidere del lavoro di centinaia di persone. Inoltre è siamo di fronte a un'infelice metafora di quanto avviene a livello europeo dove la Germania dà lezioni di economia a tutti i paesi europei che si limitano a eseguire, con conseguenti sacrifici sempre per i più deboli.
Ancora una volta insomma tutto è in funzione del profitto e anche quando non c'è sentore di perdite le aziende non si fanno scrupoli a far pagare le proprie scelte alla collettività (con la Cassa integrazione, pagata da tutti i contribuenti, e quant'altro): è l'ora di finirla con questa privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite.

Esprimiamo il nostro appoggio ai lavoratori per tutte le forme di protesta e di lotta che vorranno mettere in campo per tutelare il proprio diritto al lavoro.
Crediamo che le istituzioni di Calcinaia, la Provincia di Pisa e la regione Toscana debbano intervenire al più presto su questa vicenda per scongiurare che la situazione diventi particolarmente drammatica sul fronte occupazionale. A tal proposito il nostro consigliere comunale ha già presentato una Mozione urgente che sarà discussa al Consiglio Comunale di martedì 27 novembre, affinché anche il Sindaco e la Giunta prendano una posizione decisa e inequivocabile.

Sinistra Alternativa per Calcinaia

* Sinistra Alternativa per Calcinaia è una coalizione che dal 2009 unisce a livello locale Sinistra Critica, Rifondazione Comunista e un gruppo di indipendenti.

venerdì 16 novembre 2012

Pontedera: manifestazione antifascista domenica 18 novembre


Le forze politiche e sociali della Valdera si sono ritrovate domenica presso la sede dell’Arci per dar vita ad una mobilitazione unitaria in risposta alla gravissima aggressione razzista e fascista di Forza Nuova.

Unanime il profondo sdegno e la ferma condanna per l’irruzione di Forza Nuova all’iniziativa per il conferimento della cittadinanza onoraria ai bambini stranieri nati in Italia e residenti a Pontedera, un gesto vile in una giornata di festa a cui partecipavano più di 600 bambini.
Esprimiamo la nostra solidarietà alle comunità di migranti confermando il nostro impegno: tutti insieme continueremo a lavorare per costruire una società che guarda al futuro, che riesca a tutelare tutti i cittadini, indipendentemente dal colore della pelle o dal paese di provenienza.
Esprimiamo la nostra solidarietà all’ Amministrazione Comunale che ha organizzato la manifestazione “Pontedera sono anch’io”, iniziativa in cui tutti quanti noi ci riconosciamo e che pensiamo rappresenti la parte migliore della nostra comunità.
L’azione di Forza Nuova è una provocazione inaccettabile per una città che ha fatto dell’accoglienza e del dialogo uno dei tratti distintivi. In questa città moltissime associazioni, forze sociali, politiche e Istituzioni hanno portato avanti la campagna “l’Italia Sono Anch’io” per l’allargamento dei diritti di cittadinanza.
Questa è per noi una battaglia di civiltà.
Per l’iniziativa “Pontedera Sono Anch’io” c’erano al Teatro Era più di 600 bambini, e anche a quei bambini dovremo dare una risposta rispetto all’accaduto. Proveremo a farlo, tutti insieme, e chiediamo alle Istituzioni  Scolastiche di promuovere momenti di riflessione e condivisione in tutte le sedi possibili.
Il gesto di Forza Nuova è espressione di una cultura dell’intolleranza che si pone agli antipodi della nostra democrazia e che può portare solo regressione per le nostre comunità. Per questo diciamo in maniera ferma e decisa che in Valdera non c’è spazio per chi semina politiche d’odio e di intolleranza e per chi rivendica nel proprio programma politico l’eredità del fascismo.
Non faremo passi indietro, vogliamo invece rilanciare, chiedendo a tutti i Comuni della Provincia di Pisa di dar vita alla medesima iniziativa conferendo la cittadinanza onoraria ai bambini di origine straniera residenti nelle nostre città.
Le discriminazioni minano le basi delle relazioni sociali e i principi costituzionali.
Crediamo che la risposta più forte a soggetti come Forza Nuova sia dar vita ad una manifestazione ampia, trasversale, plurale, insieme a tutte quelle forze politiche e sociali che quotidianamente lavorano per costruire una comunità accogliente, antirazzista, democratica e paritaria.
Proponiamo pertanto una giornata di mobilitazione per domenica 18 novembre, in occasione della giornata di tesseramento dell’ ANPI, riempiendola dunque di un alto valore simbolico e ideale.
Nel pomeriggio, dalle ore 15:00 in Piazza del Comune saranno organizzate attività per i bambini, per restituire loro quella giornata di festa che gli è stata negata.
Alle ore 18, in Piazza del Comune partenza del Corteo che attraverserà le vie cittadine e si concluderà nuovamente in Piazza del Comune.
La strage di Piazza Dalmazia dello scorso dicembre, con l’omicidio di due cittadini senegalesi per mano di un militante di estrema destra, ci insegna a non abbassare mai la guardia e a rispondere con prontezza e fermezza a quanti propagandano più o meno velatamente politiche discriminatorie.
Sono in aumento le azioni di Forza Nuova in tutta Italia, è di poche settimane fa l’attacco alla comunità gay di Bologna, numerose le manifestazioni in cui vengono scanditi slogan contro ogni diversità, in aumento gli atti di  intimidazione di violenza. E l’attacco di Forza Nuova al Teatro Era ci lascia sgomenti e preoccupati. Riteniamo che un soggetto politico che porta avanti politiche discriminatorie e che rivendica l’eredità del fascismo sia incompatibile con la nostra democrazia e con il nostro ordinamento Costituzionale.
Esprimiamo preoccupazione per la contestazione che è avvenuta in un teatro pieno di più di 600 bambini e di tantissime famiglie. E’ grazie al grande senso di responsabilità di tutti i presenti che si è potuta evitare una degenerazione ben diversa.
Chiediamo ai titolari dell’ordine pubblico, dal prefetto alle forze di polizia di verificare la compatibilità di questo movimento neofascista con l’ordinamento democratico e soprattutto le condizioni minime di sicurezza per la città, valutando con attenzione il pericolo di un’eventuale escalation a cui potremmo assistere.
Condividendo una preoccupazione unanime per la sicurezza della nostra città, chiediamo pertanto che si proceda alla chiusura della sede di Pontedera di Forza Nuova.


IL COMITATO PROMOTORE DELL’INIZIATIVA:

ARCI Valdera, CGIL Pisa, ANPI Pisa, AGESCI Pontedera, Arciragazzi Valdera, ACLI Valdera, Arci Servizio Civile Pontedera, Ass. Asdreni albanese, Ass. Crescere Insieme, Ass. culturale Identità, Ass. Senegal Solidarietà, Ass. Senza Confini, Ass. Kurdistan, Bhalobasa, Casa del Popolo La Rotta, Circolo Arci La Perla, CISL Pisa, Cobas, Cobas Scuola, Comitato 25 Aprile, Comitato genitori insegnanti in difesa della scuola pubblica Valdera, CNCA, Comunisti Italiani, Consulte di Quartiere Pontedera, Chiodofisso, Coop. Il Ponte, Coop. Il Progetto, Coop Agape, Forum Acqua Valdera, Giovani Democratici Valdera, Legambiente, Libera Pisa, Partito Democratico Valdera, Pubbliche Assistenze, Rifondazione Comunista Valdera, RSU Piaggio, SEL Valdera, Sezione Soci COOP Valdera, Sinistra Critica Valdera, Tavola della Pace e della Cooperazione, UIL Pisa, UISP Valdera

lunedì 12 novembre 2012

Fuori i fascisti dalle nostre città! Chiudiamo la sede di Forza Nuova a Pontedera! Solidarizziamo con la comunità migrante. I Bambini e le bambine non si toccano!


riceviamo e volentieri pubblichiamo

Condanniamo l’irruzione squadrista di Forza Nuova al Teatro Era in occasione del conferimento della cittadinanza italiana onoraria ai bambini nati e residenti a Pontedera.

603 bambini e bambine di 31 nazionalità partecipavano a una festa poi interrotta da pratiche xenofobe e razziste.  Non abbiamo altri termini per descrivere una ignobile manifestazione che colpisce i migranti e loro famiglie che vivono e lavorano da anni in Valdera, uomini e donne parte integrante della società civile.

Per troppo tempo le istituzioni locali hanno sottovalutato la pericolosità dell’estrema destra concedendo negli anni spazi pubblici per manifestazioni nostalgiche e di richiamo al fascismo.

ORA BASTA !

Comitato antifascista e antirazzista Valdera 

venerdì 9 novembre 2012

14 NOVEMBRE! SOSTENIAMO LO SCIOPERO GENERALE EUROPEO!


Il 14 Novembre in diverso paesi europei sono state lanciate mobilitazioni convergenti contro le politiche di austerità che stanno massacrando i lavoratori e le classi popolari. In Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro e Malta è stato proclamato lo Sciopero generale, che vedrà la convergenza di sindacati e movimenti sociali nella lotta contro i propri governi, il padronato e la Troika europea-Bce, Fmi, Unione Europea.
In Grecia lo sciopero del 14 Novembre viene preparato da due giorni di mobilitazione generale prolungata, il 6 e il 7 Novembre, con l'obiettivo di paralizzare l’intero paese contro il nuovo “pacchetto” di provvedimenti di austerità in discussione in Parlamento.
In Italia quella giornata vedrà le iniziative della Cgil, che riprende l’appello della Ces e i suoi propositi: evitare una vera giornata di lotta europea e limitarsi ad una protesta che non pone alcuna proposta realmente alternativa alle politiche della Ue e della Bce.
Non possiamo e non vogliamo limitarci a queste manifestazioni, convocate su piattaforme arretrate e non all'altezza delle necessità e dei bisogni di lavoratori e lavoratrici; vogliamo invece rilanciare i contenuti e la radicalità di una giornata di lotta e europea, per farne un primo momento di mobilitazione generale verso un autentico Sciopero Europeo; occorre costruire una giornata di mobilitazione per il lavoro, il reddito, il salario, i diritti, contro le politiche di austerità e il massacro sociale in corso, per ribadire il diritto alla formazione pubblica e gratuita, per la difesa del lavoro migrante, sfruttato due volte e ricattato come avviene in questi giorni all'Ikea di Piacenza.
In ogni città invitiamo le compagne/i di SC a costruire e partecipare alle iniziative in cui si esprimeranno i movimenti sociali, che vadano oltre le forme previste dall'apparato burocratico della Cgil e provino a far convergere tutte le mobilitazioni in corso in queste settimane e la radicalità delle lotte per la difesa del territorio, dei beni pubblici, della dignità del lavoro – in particolare la lotta dei lavoratori della scuola e dei precari contro i nuovi provvedimenti “ammazza insegnanti”, che “scalderanno” i motori del conflitto sociale con le manifestazioni annunciate il 10 Novembre nelle più importanti città italiane.
Il 14 Novembre tutti insieme contro l’austerità e le politiche del Governo Monti, per una opposizione di massa e radicale che superi la frammentazione delle lotte.

Esecutivo Nazionale Sinistra Critica

martedì 6 novembre 2012

FIRMA PER RIPRISTINARE L’ARTICOLO 18 E PER CANCELLARE L’ARTICOLO 8.


Attraverso la controriforma Fornero sul lavoro (legge 92/2012), il governo Monti e la grande maggioranza parlamentare che lo sostiene (dal centrosinistra del Partito Democratico alla destra del PdL) hanno manomesso l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, consentendo ciò che non era riuscito a Berlusconi nel 2002, cancellando così la norma che imponeva il reintegro del lavoratore licenziato senza “giusta causa”. Con le modifiche introdotte, adesso se il lavoratore ricorre al giudice e il licenziamento viene riconosciuto come “ingiustificato”, l’azienda al più avrà solo l’obbligo di un risarcimento economico (da 12 a 24 mensilità), ma il licenziamento rimarrà.
In questi mesi, si contano già a decine i licenziamenti che non avrebbero potuto essere attuati se non fosse stato manomesso l’articolo 18; inoltre la cancellazione dell’articolo 18 permette nei fatti ancor più di prima alle aziende e ai padroni di ricattare i lavoratori e le lavoratrici, i delegati e le delegate sindacali che rivendichino sul posto di lavoro il rispetto dei contratti e delle norme sulla sicurezza, e di aggredire così ulteriormente diritti e conquiste storiche del movimento operaio.
Attraverso questo referendum vogliamo ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori nella versione originaria, ben sapendo che è necessario anche il suo allargamento a tutti i lavoratori di aziende con meno di 16 dipendenti, oggi esclusi, come già chiesto da oltre 10 milioni di votanti nel referendum del 2003.
Nell’agosto del 2011, all’interno di una delle tante manovre economico-finanziarie (legge 148/2011), il governo Berlusconi ha introdotto all’articolo 8 la possibilità di derogare dalle norme contenute nei contratti nazionali di lavoro e dalle leggi in tema di lavoro, attraverso accordi aziendali e territoriali, anche eventualmente sottoscritti da sindacati che non rappresentino la maggioranza dei lavoratori coinvolti. Un articolo scritto sotto dettatura della Fiat e di Marchionne.
Viene così consentito di derogare in peggio al contratto collettivo nazionale e persino alla legge in quasi tutti gli aspetti del rapporto di lavoro: contratti a termine e a orario ridotto, modalità di assunzione e ulteriori aumenti della precarietà, classificazione e inquadramento del personale, orario di lavoro, ecc. Questa norma è stata resa possibile e anticipata dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, sottoscritto anche dalla CGIL, pur con l’opposizione espressa allora al suo interno dalla minoranza di sinistra e dalla FIOM.
Attraverso questo referendum vogliamo ristabilire la certezza dei diritti previsti e conquistati nei contratti nazionali e ripristinare il principio per cui nessun accordo sindacale possa modificare in peggio le tutele minime previste dalla legge per i lavoratori. La contrattazione aziendale deve piuttosto poter garantire tutele aggiuntive, sia normative che salariali, poter contrattare i vari aspetti dell’organizzazione del lavoro, l’articolazione degli orari, ecc., sempre nei limiti previsti dal contratto nazionale

FIRMARE NON BASTA, MA AIUTA!
*Sinistra Critica è impegnata a sostenere la campagna per la raccolta firme per questi due referendum, nonostante le finalità elettoralistiche con cui l’iniziativa è stata promossa da altri partiti.
*I giusti contenuti dei quesiti referendari possono essere utilizzati come strumento di intervento nei luoghi di lavoro, come occasione per parlare nuovamente delle controriforme del lavoro e colmare almeno in parte quel vuoto di informazione che ne ha agevolato l’approvazione.
* Utilizziamo i referendum per mettere in discussione le micidiali politiche varate in questi mesi dal governo Monti e da chi lo sostiene, per favorire la costruzione di ciò che è indispensabile per vincere, un movimento contro le politiche di austerità e contro il pagamento di un debito che non è stato certo prodotto da lavoratori, lavoratrici, precari, disoccupati, per il conflitto sociale e l’allargamento della mobilitazione nelle piazze, nei territori, nei luoghi di lavoro.

SINISTRA CRITICA
organizzazione per la sinistra anticapitalista