giovedì 15 dicembre 2011

I SEMI DELL’ODIO GERMOGLIANO....

L’Italia non è un paese razzista, le sue leggi e le sue istituzioni invece lo sono.
Qualche giorno fa un gruppo di “bravi cittadini” di Torino (con la presenza della presidente della circoscrizione e segretaria del PD torinese) ha pensato bene di vendicare un inventato stupro contro una “donna italiana” andando in corteo a bruciare un campo Rom situato nel quartiere.
L’altro giorno a Firenze un neonazista italiano – ovviamente subito derubricato a “folle” – ha sparato su ragazzi senegalesi che vendevano al mercato, uccidendone due di loro e ferendone altri.Ma non c’è nulla di cui stupirsi, purtroppo. Dopo anni di razzismo istituzionale si vedono i frutti velenosi. In questo paese ci sono forze politiche di destra (dalla Lega al Pdl) che sui provvedimenti razzisti e xenofobi hanno costruito una parte importante delle loro fortune elettorali; c’è il principale partito di “opposizione” che ha inseguito la retorica della “sicurezza, del controllo, della tolleranza zero” fino ad applicare nelle diverse città (Firenze compresa) ordinanze che discriminano i migranti e impediscono la loro libertà di circolazione; e c’è una destra radicale che ha rialzato la testa e si permette le sue scorribande razziste e fasciste, spesso protetta e coccolata dallo stesso Pdl che fornisce sedi, coperture istituzionali, patrocini. Vogliamo la chiusura immediata delle sedi neofasciste – in particolare di Casa Pound, che riceve da anni sostegni diretti e indiretti dalle istituzioni e dai partiti di centrodestra.
All’odio e alle politiche razziste si deve rispondere con una forte mobilitazione dei migranti e degli antirazzisti, delle organizzazioni democratiche e antifasciste – non solo per mostrare solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite – ma soprattutto per imporre un’alternativa politica e sociale abrogando ordinanze e leggi razziste come la Bossi-Fini, per la chiusura dei Cie, per la fine dello sfruttamento del lavoro migrante, per nuove norme sulla cittadinanza e l’apertura delle frontiere europee.
Per questo saremo nelle piazze il 17 e il 18 insieme alle comunità migranti nella giornata globale dei diritti dei migranti, che assume ora un carattere di mobilitazione antirazzista e solidale.
In particolare scendiamo tutti in piazza alla grande manifestazione regionale di Sabato 17 dicembre a Firenze. Partenza alle ore 15.00 in Piazza Dalmazia (zona Rifredi).

Sinistra Critica

venerdì 9 dicembre 2011

Il nostro NO al Pirogassificatore di Castelfranco di Sotto

Sabato 10 dicembre anche Sinistra Critica scenderà in piazza a fianco del Comitato Antinquinamento di Castelfranco di Sotto alla manifestazione di protesta contro il Pirogassificatore nella zona del Cuoio dopo il via tecnico della Regione.

La gestione dei rifiuti in Toscana, soprattutto alla luce del nuovo ATO Costa, rischia di essere da un lato sempre più subalterna ai privati, dall'altro favorisce sempre più la costruzione di nuovi inceneritori (o di impianti con nomi diversi, ma che nella sostanza bruciano rifiuti). In piccolo a Castelfranco di Sotto sta succedendo proprio una cosa del genere. Infatti il privato chiede e ottiene dalla Regione il nulla osta tecnico per costruire il pirogassificatore. Atto dovuto, dicono. Forse tecnicamente non ci saranno problemi, è vero, ma il punto è tutto politico: il Comune di Castelfranco ha realizzato un processo partecipativo (peraltro in rispetto della legge regionale) e dopo questo procedimento è stato deciso che i castelfranchesi non vogliono il pirogassificatore. E allora perchè la Regione Toscana se ne infischia di questo esito? Perchè i soldi pubblici spesi per questo processo non possono avere la coerente conseguenza della non realizzazione dell'impianto? La risposta è che in Toscana come in tutto il paese gli interessi dei privati sono sempre prevalenti su quelli pubblici. Cosa molto simile a quanto avvenuto il 6 dicembre con la proroga della concessione del servizio idrico ad Acque Spa da parte del Sindaci dell'AATO 2 nonostante l'esito del referendum di giugno.
Sia sulla gestione dei rifiuti che sull'acqua ci viene poi da fare una domanda: cosa aspettano le forze poltiche (Federazione della Sinistra, SEL e IDV) contrarie a queste scelte prese unilateralmente dal Partito Democratico a rompere con tale partito? Che senso ha far parte di una maggioranza regionale (e spesso anche nei vari comuni) che attua un programma opposto rispetto al proprio?

Sinistra Critica ritiene molto importanti le lotte dal basso che i comitati di cittadini autorganizzati della zona del cuoio hanno portato avanti in questi ultimi mesi (come anche quelli della Valdera che lottano dal maggio 2010 contro il dissociatore molecolare).
Proprio in un periodo in cui la politica sembra essere sorda alle istanze popolari e in cui i "tecnici" prevalgono sulla democrazia, l'unico antidoto è la partecipazione popolare. E' ancora una volta il caso di affermare che le nostre vite valgono più dei loro profitti.

SINISTRA CRITICA
Coordinamento Provinciale di Pisa

mercoledì 7 dicembre 2011

I padroni dell'acqua votano a favore dei predoni dell'acqua

Non è servito nè il voto di 27 milioni d'Italiani, nè la presenza di una sessantina di cittadini/e dell'ATO 2 a far cambiare idea ai/alle nostri/e amministratori locali.
Martedì 6 dicembre si è riunita d'urgenza e a porte chiuse, l'assemblea dei sindaci dell'ATO2 per votare la proroga di 5 anni (dal 2021 al 2026) della concessione già ventennale della gestione
del servizio idrico dei 57 comuni della nostra zona, facendo così un regalo ai privati di Acque SpA... e garantendo altri anni di profitti su un bene primordiale come l'acqua. Oltre alla dubbia
legalità dell'operazione, che rischiamo di pagare duramente in futuro visto che il capitolato della gara d'appalto internazionale prevedeva una scadenza di 20 anni per “potere ammortizzare gli investimenti....”, questa votazione va contro il referendum del 12 e 13 giugno nel quale 1.700.000 Toscani/e hanno detto chiaramente che il privato e il profitto devono stare fuori dalla gestione dell'acqua. Questa decisione presa all'unanimità dai sindaci dell'ATO 2 che in teoria ha funzione di “controllo del gestore” ed è a meno di un mese dalla sua scomparsa, ci sembra poco rispettosa della volontà dei cittadini che hanno partecipato massivamente alla consultazione referendaria.
E' questo il modello di Democrazia che vogliono fare rispettare i nostri sindaci? E' questo il modello partecipativo del quale si vanta la Regione Toscana che da parte sua sta per votare una legge per creare un ATO (Ambito Territoriale Ottimo) regionale unico per l'Acqua composto da 285 comuni in vista del gestore unico privatizzato, estromettendo una volta di più i/le cittadini/e dai centri di controllo locali? Acea, Monte dei Paschi di Siena, Suez e Caltagirome comandano e i sindaci, obbedienti, deliberano. Volevano la proroga della concessione, a dispetto del referendum, e l'hanno ottenuta. In disprezzo alla democrazia e alla volontà di tutti noi.

Forum Toscano dei movimenti per l'acqua ATO 2

martedì 6 dicembre 2011

DAL CAIMANO AI COCCODRILLI....

L’annunciata manovra “salva Italia”è arrivata e rappresenta una violenta stangata antipopolare che ha lavoratrici e lavoratori e pensionate/i come bersaglio principale.
Una manovra all’insegna del “rigore” e dell'attacco ai più deboli, nella quale l’ipocrita retorica dell'equità si è tradotta in una gigantesca truffa ai danni di lavoratori, lavoratrici e pensionate/i – senza alcun vantaggio per le giovani generazioni, che saranno ancor più allontanate dal mondo del lavoro o utilizzate come concorrenza con la prossima creazione di una contrattazione duale.
Così il governo “tecnico” presenta la manovra più politica che si ricordi – con l’obiettivo di dare un preciso segnale ai "mercati": questo paese punta a spremere tutto quello che è spremibile dai soggetti più deboli e non toccherà in nessun modo le rendite, i profitti, gli interessi che quei mercati presidiano e difendono.
I provvedimenti racchiusi nella manovra vanno tutti in questa stessa direzione: aumento dell’età per andare in pensione e peggioramento degli assegni pensionistici; riproposizione dell’Ici e aumento delle rendite catastali; taglio delle imposte sulle imprese; liberalizzazione di interi settori dei servizi (quindi nuovo attacco all'acqua pubblica ma anche ai trasporti locali); rilancio delle grandi opere come la Tav.
In questo modo il governo mette in luce la sua natura politica, che ha il volto delle banche e della finanza che hanno festeggiato il suo insediamento.
L’appoggio unanime di centrodestra e centrosinistra (a parte l’ipocrita “opposizione” della Lega Nord che cerca di approfittare di questa “intesa nazionale” per rifarsi il trucco...) rende ancora più pericolosa l’operazione politica di Monti-Napolitano, perché cerca di affermare l’esigenza dell’“unità nazionale” di fronte alla crisi e del carattere “necessario e indifferibile” dei sacrifici.
La scelta del PD di schierarsi in prima fila in questa operazione è altrettanto significativa della natura di questo “partito naturale di governo”, avversario degli interessi delle classi più deboli e di una qualsiasi alternativa politica di sinistra.
Le prevedibili (e previste) scelte del governo Monti-Napolitano richiedono un impegno forte di tutta l’opposizione politica e sociale per rilanciare un’iniziativa unitaria e di massa contro il governo e contro le politiche di austerità. Unità dal basso, senza scorciatoie politiciste, ma capace di coinvolgere milioni di lavoratrici e lavoratori, pensionate/i, giovani precari/e e studenti – quelle donne e uomini che avevano riempito le strade di Roma il 15 ottobre - vittime sacrificali dei coccodrilli di governo.
Unità dell’opposizione politica e sociale capace di affermare il rifiuto delle politiche di austerità e delle nuove liberalizzazioni, per ribadire la scelta del non pagamento del debito illegittimo e del recupero delle risorse necessarie ad un nuovo welfare e alla difesa degli interessi delle classi deboli (in particolare per garantire diritti e reddito a tutte/i) con il taglio delle spese militari, la cancellazione delle grandi opere inutili e dannose, il recupero dell’immensa evasione fiscale...
Unità dell’opposizione che può e deve partire da un vero sciopero generale e generalizzato capace di dare una risposta ferma e forte alla manovra del governo e alla sua stessa natura politica.
Sinistra Critica è impegnata nella costruzione di questa larga opposizione sociale e politica:
* saremo in tutte le piazze degli scioperi contro la manovra – il 12 dicembre e soprattutto il 16 con la Fiom e lavoratrici e lavoratori della Fiat (dove si sperimentano le nuove forme di sfruttamento e cancellazione dei diritti dei lavoratori).
Serve uno sciopero generale vero ed efficace e un'unità sindacale (a partire da quella dei sindacati di base) basato sulla difesa di diritti fondamentali non più negoziabili sull'altare della concertazione;
* il 17 dicembre a Roma nell’assemblea del “Comitato No debito” che vogliamo diventi un appuntamento aperto e unitario organizzato da tutto il fronte di opposizione politica e sociale – anche per organizzare insieme a tutte le forze che si oppongono al governo Monti, una grande manifestazione nazionale;
* nella partecipazione alla campagna “Rivolta il debito” e per una Audit pubblico sul debito illegittimo – con iniziative nelle diverse città italiane nella settimana tra il 10 e il 17 dicembre.

ESECUTIVO NAZIONALE SINISTRA CRITICA